Nel 2005 l’Italia si era impegnata, insieme agli altri paesi del G8,
a fare in modo che entro il 2010 venisse garantito l’accesso universale alle
cure per l’AIDS.
Ad oggi l’Italia, non ha ancora effettuato il versamento della quota 2009 al
Fondo Globale per la lotta all’AIDS nonostante la promessa fatta dal
Presidente del Consiglio durante il G8 de L’Aquila di saldare la rata di 130
milioni entro il mese di agosto e di aggiungere ulteriori 20 miloni di Euro
a sostegno delle necessità del Fondo.
Compila il ricettario di ActionAid e prescrivi al governo la cura più
efficace per far tornare alla mente gli impegni presi nella lotta contro
l’AIDS.
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L’impatto devastante dell’AIDS sulla vita di migliaia di donne, uomini e bambini e sull’economia di molti paesi del Sud del mondo è da tempo noto alla società civile, alla comunità scientifica, ai media e ai politici.
Il mondo intero sa. Eppure, a 27 anni di distanza dal primo caso accertato di AIDS, ogni giorno 6.800 uomini - ma soprattutto - donne e bambini continuano a morire e due persone sieropositive su tre non hanno tuttora accesso alle cure di cui avrebbero bisogno.
Fortunatamente c’è ancora chi non si rassegna a questa situazione dovuta all’insufficiente volontà politica internazionale. Per il terzo anno consecutivo, infatti, in tutto il mondo si sono svolte, per un’intera settimana, manifestazioni in contemporanea per fare pressione sui governi affinché rispettino gli impegni presi in tema di lotta all’HIV e AIDS.
Ecco la sintesi di alcuni momenti salienti:
AFRICA
“Nelle zone rurali, la maggior parte delle donne sta morendo perché non ha accesso ai farmaci antiretrovirali, nonostante questi siano forniti gratuitamente. Facciamo in modo di far arrivare i medicinali alle donne e non viceversa”, Berehane Kelkaye, National Network of Positive Women Ethiopia (NNPWE).
Camerun
Dopo un momento di commemorazione a lume di candela, oltre 150 persone hanno partecipato ad una marcia per rivendicare rispettivamente: l’accesso alle cure; leggi contro la stigmatizzazione delle persone che vivono con l’HIV e l’AIDS; investimenti più consistenti e trasparenti per la lotta all’HIV e all’AIDS; la fine della violenza contro le donne. Il Coro anglofono di St Joseph ha composto una canzone sul tema: Il mondo sta facendo abbastanza per combattere l’HIV e l’AIDS? La canzone è andata in onda sulla televisione nazionale nel programma “The Monday Show”, insieme ad alcune interviste con rappresentanti di ActionAid.
Etiopia
Ad un momento di commemorazione a lume di candela all’Università di Addis Abeba è seguito un seminario dedicato ai mezzi di comunicazione nazionali e una conferenza stampa. L’obiettivo era valorizzare il ruolo dei media nella promozione delle dichiarazioni internazionali che il governo etiope ha ratificato in materia di lotta all’HIV/AIDS. Nel corso di un dibattito con alcuni importanti rappresentanti del governo nel corso del quale si è richiesta la promulgazione della promessa legislazione su HIV e AIDS, Dereje Alemayehu del NEP ha dichiarato: “La nostra politica in materia di HIV/AIDS è vecchia di dieci anni. L’Etiopia è uno dei trenta paesi al mondo in cui non esiste una legislazione dedicata all’HIV/AIDS. Quanto ancora dobbiamo aspettare? Chiediamo con forza al Ministro della Giustizia di finalizzare la bozza di legge da sottoporre alla discussione parlamentare”.
Liberia
Gli attivisti liberiani hanno saputo ottenere una buona copertura mediatica di tutte le loro iniziative. Tra queste va ricordata una parata, la distribuzione di una petizione in favore di una legislazione in materia di HIV/AIDS, un programma di promozione della comunità, una tavola rotonda e una marcia a lume di candela. La petizione richiedeva un maggior impegno politico e finanziario da parte del governo liberiano, il miglioramento dell’accesso alle cure e la promulgazione di una legge che ponga fine alla discriminazione contro le persone che vivono con l’HIV e l’AIDS. Patricia Wayon del Liberia Women Empowerment Network (LIWEN) ha dichiarato: “La settimana mondiale di lotta all’AIDS è un’occasione per riflettere, parlare con un’altra voce e richiedere ai nostri leader di impegnarsi per salvare il nostro futuro”.
Nigeria
Una coalizione di otto organizzazioni ha promosso delle azioni sul tema “Prima il cibo poi l’ARV” (ARV, trattamento antiretrovirale). Oltre 500 attivisti della società civile e rappresentanti del governo hanno assistito ad un evento che prevedeva canzoni e una rappresentazione teatrale dedicata agli effetti che la fame, la povertà e la disoccupazione hanno sulle persone in cura con farmaci antiretrovirali. “Le persone che vivono con l’HIV o l’AIDS devono essere messe nelle condizioni di guadagnarsi da vivere piuttosto che limitarsi a ricevere cibo” ha dichiarato un attivista. Gli altri momenti salienti della settimana ad Abuja sono stati una tavola rotonda, delle interviste radiofoniche e una campagna “Stand up” in posti strategici della città. A Lagos gli attivisti hanno manifestato davanti all’assemblea nazionale per presentare le loro richieste ed hanno organizzato una conferenza stampa.
Sierra Leone
Un luna park ha fatto da cornice alla diffusione di informazioni base sull’HIV a 300 ragazzi tra i 12 e i 18 anni, mentre un’udienza pubblica dedicata alla questione della trasparenza ha visto coinvolte 150 persone, comprese organizzazioni di tipo religioso, alti funzionari governativi e i media più importanti del paese. Gli attivisti si sono concentrati particolarmente sul fenomeno della femminilizzazione della pandemia; hanno domandato più risorse, un miglior accesso all’informazione e hanno rivendicato un’azione mirata per prevenire la trasmissione materno-fetale (PMTCT), richiedendo inoltre che tutte le politiche e i programmi dedicati all’HIV/AIDS valorizzino le iniziative contro la violenza sulle donne. Il Dr. Kargo, Direttore del National AIDS Secretariat (NAS) ha fatto la seguente promessa: “Nell’ottavo round del Fondo Globale, il NAS rafforzerà e decentralizzerà le risposte all’HIV/AIDS coinvolgendo i consigli locali, in modo da raggiungere un maggior numero di beneficiari nella cura e nel supporto di quanti sono colpiti e/o infettati dall’HIV/AIDS in Sierra Leone”.
Somalia
Numerose organizzazioni hanno contribuito a sensibilizzare il pubblico e i media sul tema della stigmatizzazione e della discriminazione in programmi radiofonici e televisivi e attraverso la presentazione di un documentario. Alla visione del filmato, è seguito un dibattito cui hanno partecipato 200 persone, tra cui autorità governative, rappresentanti di UNAIDS, organizzazioni della società civile e organizzazioni giovanili. A Sanaag e Togdheer sono state organizzate varie attività (incontri per anziani, dibattiti, partite di pallone, programmi televisivi) destinate ad un pubblico diverso composto ora da giovani, ora da anziani, ora da persone che vivono con HIV/AIDS ora da operatori sanitari. Tutte le attività rivendicavano la necessità di assicurare i diritti delle famiglie, il rispetto della dignità delle persone, e maggiori investimenti per essere meglio rappresentati nei tavoli decisionali.

Uganda
Due comunità in particolare hanno animato la settimana, organizzando degli eventi come parte integrante delle discussioni dei gruppi STAR. La cerimonia svoltasi alla scuola elementare di Ttanda ha riscosso molto successo ed è stata presieduta dal Commissario del Distretto, che ha chiamato in causa l’Ufficiale Amministrativo Capo del distretto di Mityana, ricordandogli, come richiesto dagli attivisti, che i servizi devono poter raggiungere tutti coloro che ne hanno bisogno e che occorre aumentare il personale sanitario. La cerimonia prevista a Nakaseeta è stata invece preceduta da un incontro del consiglio parrocchiale cui hanno partecipato i rappresentanti di dieci villaggi della zona e che si è concluso con la redazione di un rapporto nel quale vengono sollevate numerose domande chiave. “L’HIV/AIDS è una questione trasversale a livello di sotto-provincia ma il distretto dovrebbe comunque avere un proprio budget affinché i comitati sia in grado di svolgere effettivamente il proprio lavoro”, ha dichiarato un membro del gruppo STAR di vedove di Nakaseeta.
Zimbabwe
Gli attivisti hanno organizzato un evento nella zona densamente popolata di Highfields, affidando a ragazzi e bambini della scuola primaria e secondaria il compito di raccontare l’impatto che l’HIV/AIDS ha sulle loro vite attraverso poesie, sketch teatrali e musica. Il tutto di fronte a rappresentanti del Ministero della Salute, dell’Educazione e dell’Assistenza Sociale, ai membri di alcune organizzazioni della società civile e congregazioni religiose. I rappresentanti del Ministero della Salute hanno insistito sulla necessità di aumentare le risorse disponibili, salvo poi fornire un quadro piuttosto deprimente sull’effettiva capacità del governo di rispondere concretamente a questo bisogno. I bambini hanno soprattutto richiesto più educazione su HIV/AIDS nelle scuole, un maggior accesso alle terapie anti-retrovirali e ai test diagnostici, una migliore nutrizione e il diritto ad un certificato di nascita.
EUROPA
Italia
Il Coordinamento Italiano di lotta all’AIDS ha redatto una Carta delle Richieste e l’ha presentata nel corso di dibattiti radiofonici e interviste televisive. Gli attivisti hanno anche pubblicizzato la campagna durante Terra Futura, una Fiera Internazionale del Commercio Equo, che tocca una vasta gamma temi, dal lavoro sostenibile alla conservazione ambientale dalla cooperazione internazionale al rispetto dei diritti umani al commercio equo e solidale. Oltre 12 mila attivisti sono stati invitati per e-mail a firmare la petizione della campagna No poverty No Aids.
ASIA
Cambogia
La settimana mondiale di lotta all’AIDS è stata un’opportunità per riunire diverse voci della società civile: in tutto oltre 200 tra attivisti, persone che vivono con HIV/AIDS, lavoratrici del sesso, sindacalisti, organizzazioni non governative locali ed internazionali, professionisti, dottori, ricercatori, media e gruppi vulnerabili provenienti da otto province, - Kandal, Battambang, Kampong Thom, Kampong Cham, Svay Reing, Prey Veng e Kampot – e dalla capitale Phnom Penh. Una Carta delle Richieste ha domandato al governo cambogiano di partire dai risultati ottenuti e avanzare velocemente verso l’accesso universale.
Nepal
Dopo una cerimonia a lume di candela, circa 250 persone hanno partecipato ad un gioco di strada con il quale si è cercato di sensibilizzare guidatori di autobus e camion ai rischi dell’HIV. A Parsa un confronto tra rappresentanti politici, membri dell’Assemblea Costituente e società civile si è soffermato sugli impegni UNGASS e sul ruolo dei diversi attori nella loro realizzazione. Quarantacinque rappresentanti di diversi partiti ed organizzazione hanno poi redatto una Carta delle Richieste. Le questioni principali messe a fuoco dalla coalizione sono state il diritto delle donne che vivono con HIV e AIDS all’accesso universale, cura e supporto e la fine della stigmatizzazione e della discriminazione.
India
Quest’anno l’intera campagna nazionale è ruotata intorno alla richiesta di discussione della legge su HIV e AIDS in parlamento. Si sono avute manifestazioni in 11 stati del Paese – Delhi, Bihar, UP, Orissa, West Bengal, Manipur, Nagaland, Gujarat, Maharashtra, Tamil Nadu e Karnataka – con alcune azioni anche a livello distrettuale. Tra le varie iniziative, disseminazione di cartoline e fax che prendevano di mira il Primo Ministro, riunioni e incontri pubblici, conferenze stampa per sensibilizzare l’opinione pubblica. In molti stati gli attivisti hanno anche fatto pressioni sulle autorità distrettuali e sui membri del parlamento. La signora Preeti, del Gujarat State Women’s Forum ha così riassunto l’importanza della legge ai media: “La legge proibisce la discriminazione collegata all’HIV e all’AIDS nella sfera pubblica e privata e con questa legge nessuno potrà essere discriminato in quanto sieropositivo o malato di HIV”.
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