Nel 2005 l’Italia si era impegnata, insieme agli altri paesi del G8,
a fare in modo che entro il 2010 venisse garantito l’accesso universale alle
cure per l’AIDS.
Ad oggi l’Italia, non ha ancora effettuato il versamento della quota 2009 al
Fondo Globale per la lotta all’AIDS nonostante la promessa fatta dal
Presidente del Consiglio durante il G8 de L’Aquila di saldare la rata di 130
milioni entro il mese di agosto e di aggiungere ulteriori 20 miloni di Euro
a sostegno delle necessità del Fondo.
Compila il ricettario di ActionAid e prescrivi al governo la cura più
efficace per far tornare alla mente gli impegni presi nella lotta contro
l’AIDS.
Il vertice de L’Aquila si chiude con un solo impegno certo da parte dell’Italia: colmare il buco di 130 milioni di euro verso il Fondo Globale per l’Hiv, Tubercolosi e Malaria entro un mese
Fondo Globale: Meeting dei rappresentanti dei Paesi donatori a Cáceres (Spagna)
Si è svolta a Cáceres il 31 marzo e il 1 aprile la riunione sul finanziamento di medio termine del Fondo Globale per la lotta contro AIDS, tubercolosi e malaria.
Tutti i Paesi donatori hanno confermato che rispetteranno le promesse fatte a Berlino nel settembre del 2007, che prevedono un contributo totale pari a 9.5 miliardi di dollari per il periodo 2008-2010. Alcuni hanno affermato che visto il successo dei programmi finanziati dal Fondo prenderanno in considerazione l’ipotesi di dare contributi addizionali.
Il Fondo Globale ha finanziato più di 600 programmi in 140 paesi dal 2002, anno della sua creazione. Negli ultimi due anni vi è stata una riduzione della mortalità per AIDS e malaria in vari Paesi, nonché una continua diminuzione di casi di tubercolosi.
Michel Kazatchkine, direttore esecutivo del Fondo Globale, ha sottolineato gli esiti positivi dei programmi finanziati, in particolare per la lotta alla malaria, affermando che l’Obiettivo del Millennio sull’accesso universale alle zanzariere sarà molto probabilmente raggiunto.
I donatori hanno inoltre preso l’impegno di cercare nuovi donatori governativi e privati.
Alla riunione per la prima volta ha partecipato una delegazione proveniente dalla Corea del Sud.
È prevista per il 2010 la prossima riunione dei rappresentanti dei donatori, che verterà sui finanziamenti per il periodo 2011-2013.
Un gap di 5 miliardi di dollari è stato registrato nel Fondo Globale per la Lotta contro l’AIDS, la Tubercolosi e la Malaria. Se i Paesi donatori non rispetteranno i loro impegni, il fondo subirà una riduzione di budget del 25% per la seconda parte del suo mandato operativo. Secondo il Responsabile Comunicazione del Fondo, Jon Lidén, questo scarto finanziario non è dovuto alla crisi economica internazionale, ma dal successo dello stesso fondo globale e quindi dall’alta domanda di finanziamenti, che aumentano ogni anno e continueranno ad aumentare. Lidén è ottimista riguardo ai finanziamenti da parte dei donatori, poiché nonostante la crisi economica nessuno di essi, a parte l’Italia, ha considerato di diminuire il proprio contributo al fondo. Gran parte del gap finanziaro sarà colmato dagli Stati Uniti una volta finalizzato il budget per il 2009.
Nei mesi di giugno e luglio 2008 l’Italia e gli altri paesi donatori saranno protagonisti di due incontri cruciali per la risposta globale alla pandemia di HIV e AIDS:
- l’High Level Meeting delle Nazioni Unite (UNGASS) dedicato alla revisione dei progressi rispetto agli impegni sottoscritti nel 2001 e nel 2006
- il vertice G8 di Toyako-Hokkaido in Giappone
Il vertice giapponese, in particolare, sarà l’occasione per fare il punto sui progressi realizzati verso l’obiettivo dell’Accesso Universale alle Cure entro il 2010, sottoscritto dai donatori al G8 2005 di Gleneagles e confermato al Summit Mondiale delle Nazioni Unite e nei vertici G8 2006 e 2007. Il summit di Hokkaido segnerà inoltre l’avvio della Presidenza italiana del G8 per il 2009: un’occasione imperdibile per il nuovo Governo per rilanciare l’Italia nell’arena internazionale.
Di seguito le posizioni, rispetto ai due vertici, di due coalizioni della società civile cui ActionAid fa parte.
OSSERVATORIO ITALIANO SULL’AZIONE GLOBALE CONTRO L’AIDS
Rete di 24 ONG italiane e internazionali impegnate nella lotta al virus
Nel riconoscere la centralità inalienabile dei diritti umani delle persone colpite dalla malattia, in particolare di donne, ragazze e bambini, oltre che la lotta allo stigma e alla discriminazione, l’Italia deve impegnarsi a:
- riconoscere l’irrinunciabilità di realizzare l’obiettivo dell’Accesso Universale alle cure entro il 2010, definendo un piano nazionale con 320 milioni di euro all’anno, per dieci anni, per la lotta all’AIDS, tubercolosi e malaria e per il rafforzamento dei sistemi sanitari, come promesso nel G8 2007
- garantire la presenza di tematiche connesse alla lotta all’HIV/AIDS nell’agenda del vertice G8 2009
- aumentare l’impegno finanziario per l’HIV/AIDS in forma prevedibile, continuativa e aggiuntiva rispetto ai fondi dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (in particolare, per garantire il pieno finanziamento del Fondo Globale entro il 2010)
- rendere reale ed incisiva la partecipazione della società civile del Sud ai processi decisionali e di controllo
- assumere un ruolo trainante nel promuovere l’incremento dei finanziamenti per prevenire e ridurre la violenza contro le donne, oltre a maggiori finanziamenti per la promozione di programmi sui diritti di salute sessuale e riproduttiva
- promuovere il principio della cancellazione/conversione del debito dei paesi ad elevata prevalenza di HIV e AIDS anche verso gli altri donatori internazionali
- garantire l’impegno politico del nostro paese nella risoluzione della crisi alimentare mondiale, riconoscendo la necessità di garantire nutrizione adeguata alle persone colpite dall’HIV e AIDS anche per assicurare l’efficacia della terapia anti-retrovirale
WOMEN WON’T WAIT (Le donne non aspetteranno)
Campagna guidata da una coalizione di diversi soggetti (tra cui associazioni di donne sieropositive e difensori dei diritti umani) attivi per la tutela e promozione dei diritti di salute sessuale e riproduttiva delle donne e contro la violenza di genere
Nel 2001 i governi si sono impegnati a promuovere e proteggere i diritti di tutte le persone e a ridurre la vulnerabilità delle donne al virus dell’HIV e AIDS, eliminando ogni forma di discriminazione e violenza. La campagna chiede a tutti i governi di:
- promuovere politiche di lotta al virus che diano priorità all’eliminazione della violenza su donne e bambine
- consolidare, attraverso la raccolta sistematica di dati e statistiche, la conoscenza della relazione tra violenza sulle donne ed espansione della pandemia
- sviluppare specifici strumenti di misurazione del lavoro svolto in tema di lotta alla violenza sulle donne all’interno di budget, piani d’azione e nei processi di programmazione, monitoraggio e valutazione dei programmi
- garantire che la voce e le esperienze delle persone sieropositive, specialmente delle donne, occupi una posizione privilegiata nel disegnare le strategie di lotta al virus
- rafforzare la risposta sanitaria e legale per le persone vittime di violenza
- integrare programmi e servizi di prevenzione della violenze sulle donne
- stanziare risorse adeguate per la lotta al virus dell’HIV e AIDS