Nel 2005 l’Italia si era impegnata, insieme agli altri paesi del G8,
a fare in modo che entro il 2010 venisse garantito l’accesso universale alle
cure per l’AIDS.
Ad oggi l’Italia, non ha ancora effettuato il versamento della quota 2009 al
Fondo Globale per la lotta all’AIDS nonostante la promessa fatta dal
Presidente del Consiglio durante il G8 de L’Aquila di saldare la rata di 130
milioni entro il mese di agosto e di aggiungere ulteriori 20 miloni di Euro
a sostegno delle necessità del Fondo.
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efficace per far tornare alla mente gli impegni presi nella lotta contro
l’AIDS.
Secondo la definizione di UNAIDS, per “accesso universale alle terapie” si intende la copertura medica dell’80% delle persone sieropositive che morirebbero nel giro di un anno in assenza dei farmaci salvavita.
Principio secondo il quale, all’aumento dell’aiuto non può corrispondere una riduzione degli stanziamenti che si erano registrati negli anni passati, sia nel bilancio della cooperazione sia nel bilancio dei paesi beneficiari.
In italiano, sindrome da immunodeficienza acquisita. Nelle persone malate di AIDS le difese immunitarie normalmente presenti nell’organismo sono fortemente indebolite a causa di un virus denominato HIV e non sono più in grado di contrastare l’insorgenza di patologie causate da altri virus. E’ questo il motivo per cui l’organismo di una persona contagiata contrae e viene indebolito da malattie e infezioni che, in condizioni normali, potrebbero essere curate più facilmente.
Modalità di Aiuto pubblico allo sviluppo con la quale il paese beneficiario è costretto a reperire beni e servizi, relativi a un progetto specifico, interamente e obbligatoriamente da imprese e istituzioni del paese donatore.
Aiuto che, sotto forma di doni o crediti, governo ed enti pubblici concedono ai paesi in via di sviluppo.
In italiano, Comitato di Aiuto allo Sviluppo. E’ un organismo dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) che raggruppa i 23 maggiori paesi donatori (Australia, Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Giappone, Lussemburgo, Olanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera, Gran Bretagna, USA, Comunità Europea). Il Comitato ha una duplice finalità:
- indagare in che modo la cooperazione internazionale contribuisce alla capacità dei paesi beneficiari di partecipare e competere nell’economia globale;
- comprendere la reale capacità delle persone di combattere la povertà all’interno della società civile del proprio paese.
Farmaci che riducono e contengono la replicazione del virus HIV. Tali medicinali, anche se non eliminano del tutto il virus dall’organismo, permettono tuttavia al paziente di sopravvivere per diversi anni. In mancanza di questi, il passaggio dall’infezione da HIV all’AIDS si verifica in un arco di tempo che va dai 9 ai 10 anni e il tasso medio di sopravvivenza una volta che l’AIDS si è sviluppata è di 9,2 mesi. Le migliori possibilità offerte attualmente consistono in combinazioni o “cocktail” di farmaci in gruppi di almeno tre medicinali. Può capitare che si manifestino resistenze o pesanti effetti collaterali alle cure, in questo caso è necessario passare a una nuova terapia (farmaci di seconda linea). Ma tali farmaci possono essere fino a 50 volte più costosi, a causa dei brevetti che li proteggono, e quindi di fatto inaccessibili nella maggior parte dei paesi del Sud del mondo.
Farmaci che si somministrano quando il virus, diventato troppo resistente agli anti-retrovirali, non risponde più a quelli di prima linea.
Nel gruppo dei Grandi otto, fanno parte i paesi più industrializzati del mondo: Stati Uniti, Giappone, Germania, Regno Unito, Francia, Italia, Canada e Russia. Nel novembre del 1975 a Rambouillet, in Francia, per iniziativa dell’allora presidente Valéry Giscard d’Estaing si tenne un vertice tra i 6 paesi più industrializzati (Francia, USA, Gran Bretagna, Germania, Giappone e Italia) per decidere come affrontare la crisi petrolifera. Si affermò, in quell’occasione, l’idea di organizzare ogni anno un incontro tra le maggiori potenze industriali per coordinare le strategie politiche ed economiche. L’anno successivo, nel 1976, si aggiunse anche il Canada e, nel 1997, la Russia.
Lanciato in occasione del G8 di Genova nel 2001, il Fondo svolge un ruolo decisivo nella risposta internazionale all’emergenza dell’HIV/AIDS. Il successo del Fondo è fondamentale per raggiungere l’obiettivo dell’accesso universale alle cure. I dati dimostrano che il Fondo Globale, con 770 mila persone sieropositive destinatarie di farmaci salvavita, 30 milioni di zanzariere distribuite e 3 milioni di malati di tubercolosi in terapia attualmente fornisce i due terzi delle risorse finanziarie allocate nella lotta alla malaria e alla tubercolosi e il 20% degli 8,3 miliardi di dollari investiti per combattere l’HIV/AIDS. Anche l’Italia fa parte del Consiglio di Amministrazione del Fondo Globale ma, ad oggi, l’efficacia di tale strumento è stata limitata proprio dai paesi del G8 che, al momento dell’istituzione, si sono opposti al meccanismo del finanziamento obbligatorio optando per un sistema basato su donazioni volontarie biennali. Da allora, complice una volontà politica altalenante, il Fondo si è trovato continuamente a corto di finanziamenti e la modifica del sistema di finanziamento continua ad essere una questione prioritaria.