Nel 2005 l’Italia si era impegnata, insieme agli altri paesi del G8,
a fare in modo che entro il 2010 venisse garantito l’accesso universale alle
cure per l’AIDS.
Ad oggi l’Italia, non ha ancora effettuato il versamento della quota 2009 al
Fondo Globale per la lotta all’AIDS nonostante la promessa fatta dal
Presidente del Consiglio durante il G8 de L’Aquila di saldare la rata di 130
milioni entro il mese di agosto e di aggiungere ulteriori 20 miloni di Euro
a sostegno delle necessità del Fondo.
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efficace per far tornare alla mente gli impegni presi nella lotta contro
l’AIDS.
Molti Paesi in via di sviluppo non sono in grado di finanziare le proprie strategie nazionali di lotta alle pandemie senza un sostegno finanziario esterno. I paesi donatori giocano pertanto un ruolo cruciale nella realizzazione dell’accesso universale alla prevenzione, alla terapia, alle cure e al supporto psicologico. I paesi del G8 - che da soli rappresentano più dei due terzi dell’economia mondiale - hanno in questo senso una responsabilità primaria. La “giusta quota” di risorse necessarie da versare al Fondo Globale è calcolata in base al PIL (prodotto interno lordo) nazionale: secondo tale modello spetterebbe ai paesi membri del G8 coprire il 70% delle risorse globalmente necessarie per la lotta alle pandemie.
In italiano, virus dell’immunodeficienza umana. Il virus attacca alcune cellule del sistema immunitario indebolendolo fino a portare alla sindrome chiamata AIDS. Il virus può essere presente oltre che nel sangue anche in altri liquidi biologici, in particolare nello sperma e nelle secrezioni vaginali. L’infezione può dunque trasmettersi in tre modi: per via ematica (trasfusioni di sangue), per via sessuale (penetrazione vaginale e anale, sesso orale) o per via verticale (madre-figlio). Non sono assolutamente pericolosi, invece, i contatti (bacio, masturbazione, ecc…) con persone sieropositive, a patto che si rispettino le regole di prevenzione (evitando quindi il contatto tra sangue e liquidi biologici che non siano la saliva).
L’incidenza misura la proporzione dei nuovi contagi che si verificano in una popolazione in un dato lasso di tempo, individua cioè il rischio (o la probabilità) di ammalarsi cui è esposta una persona di una determinata popolazione che vive in una determinata area geografica.
In italiano, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. Nasce dall’esigenza di dar vita a forme di cooperazione e coordinamento in campo economico tra le nazioni europee nel periodo immediatamente successivo alla Seconda guerra mondiale. Inizialmente tra gli obiettivi dell’organizzazione c’era quello di usufruire al meglio degli aiuti statunitensi derivanti dal Piano Marshall. Nell’aprile del 1948 si giunse così alla firma di una prima convenzione per la cooperazione economica, entrata in vigore il 28 luglio del 1948 e ratificata da 16 stati europei (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Svezia, Svizzera e Turchia mentre la Repubblica Federale Tedesca e la Spagna aderirono solo in un secondo momento). La sede dell’organizzazione – che inizialmente si chiamava Organizzazione Europea per la Cooperazione Economica (OECE) – fu fissata a Parigi. La cooperazione economica tra gli aderenti fu essenzialmente sviluppata attraverso una liberalizzazione degli scambi, attuata puntando alla deregolamentazione degli scambi industriali e dei movimenti di capitali. All’inizio del 1960 iniziò ad apparire evidente che un vero processo di integrazione europea poteva avvenire solo successivamente a una revisione dell’OECE nella direzione di una vera e propria unione economica tra gli stati aderenti. Così, in quello stesso anno, a Parigi, si giunse alla firma di una nuova convenzione da cui nacque l’OCSE, entrata pienamente in funzione il 30 settembre dell’anno successivo. La nuova organizzazione comprendeva tutti i paesi che facevano parte dell’OECE ai quali si aggiunsero Canada e USA e, in un secondo momento, Giappone, Finlandia, Australia, Nuova Zelanda, Messico, Corea del Sud, Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria e Slovacchia.
L’organizzazione ha così allargato la sua azione verso obiettivi di integrazione e cooperazione economica e finanziaria tra i maggiori paesi del mondo.
La struttura istituzionale dell’OCSE è così composta:
- consiglio composto da un rappresentante per ogni paese;
- comitato esecutivo composto dai rappresentanti di delegazioni permanenti di 14 membri eletti annualmente;
- comitati e gruppi di lavoro specializzati;
- delegazioni permanenti dei paesi membri sotto forma di missioni diplomatiche dirette quindi dagli ambasciatori;
- Segretariato internazionale, a disposizione dei comitati e degli altri organi.
Dal 1 giugno del 2006 il Segretario generale dell’OCSE è il messicano Angel Gurria.
www.oecd.org
Agenzia specializzata delle Nazioni Unite per la salute, fondata il 7 aprile del 1948, con sede a Ginevra. L’obiettivo dell’OMS è il raggiungimento da parte di tutte le popolazioni del livello più alto possibile di salute, definita nella propria costituzione come condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto come assenza di malattia o infermità. L’agenzia è governata da 192 stati membri attraverso l’Assemblea Mondiale della Sanità (WHA), convocata annualmente. Questa è composta da rappresentanti degli stati membri scelti dai diversi Ministeri della sanità e le principali funzioni attribuitegli consistono nell’approvazione del programma dell’organizzazione e del bilancio preventivo del biennio successivo, e nelle decisioni riguardanti le principali questioni politiche. L’OMS suddivide il mondo in sei strutture organizzative regionali, ognuna facente capo al proprio Comitato regionale (Europa, Africa, Mediterraneo orientale, Sud-est asiatico, Americhe e Pacifico occidentale).
Per maggiori informazioni: www.who.int
Nel giugno del 2006 gli Stati membri delle Nazioni unite hanno sottoscritto una Dichiarazione di impegno per la lotta all’HIV/AIDS accettando di fissare “obiettivi nazionali ambiziosi che riflettano l’urgente bisogno di progredire verso l’obiettivo dell’accesso universale a programmi integrati di prevenzione, terapia, cura e supporto entro il 2010″. I paesi del Sud del mondo stanno definendo strategie nazionali d’intervento per raggiungere l’accesso universale, ma è improbabile che i governi dei paesi più colpiti dalla pandemia possano finanziare tutte le iniziative necessarie per mettere in opera quelle strategie senza il sostegno economico dei G8, i maggiori fornitori di aiuti internazionali.
La prevalenza misura la proporzione di individui di una popolazione che in un dato momento presentano la malattia. Siccome il fattore tempo non è importante nel calcolo della prevalenza, questa misura è di tipo statico e non può essere definita come tasso. La prevalenza, in buona sostanza, misura l’impatto e la penetrazione che una malattia ha in un dato territorio. Diversamente dall’incidenza, essa può essere determinata attraverso una sola indagine epidemiologica, esaminando tutti gli individui della popolazione prescelta o un campione rappresentativo.
La pianificazione efficace di interventi di lotta alla povertà nei paesi meno avanzati ha bisogno di flussi d’aiuto stabili e prevedibili. In molti paesi del Sud del mondo l’aiuto costituisce una proporzione importante per far fronte alle spese di welfare (ad esempio, in Burkina Faso il 40% delle spese dei servizi sociali dello stato è finanziato dall’assistenza internazionale). Per un Paese altamente dipendente dall’aiuto – vale a dire dove l’APS costituisce almeno il 10% del PIL (Prodotto Interno Lordo) – l’interruzione dell’aiuto ha effetti devastanti sulla possibilità di continuare a garantire servizi di base essenziali.
Apparato di principi giuridici che mirano a tutelare i frutti dell’inventiva e dell’ingegno umani; sulla base di questi principi, la legge attribuisce a creatori e inventori un vero e proprio monopolio nello sfruttamento delle loro creazioni/invenzioni e pone nelle loro mani alcuni strumenti legali per tutelarsi da eventuali abusi da parte di soggetti non autorizzati. La proprietà intellettuale viene applicata anche ai farmaci tramite la concessione di brevetti alle case farmaceutiche.
La parola stigma viene utilizzata come sinonimo di “marchio”, segno distintivo in riferimento alla disapprovazione sociale di alcune caratteristiche personali. In sociologia si usa per caratterizzare un handicap fisico o mentale o una devianza.
Gli antichi greci furono i primi a utilizzare questa espressione per denominare una serie di segni fisici che possono essere associati ad aspetti riprovevoli, legati alla condizione morale dei soggetti che ne sono afflitti. A causa dello stigma spesso molte persone sieropositive nascondono la loro situazione anche ai propri familiari per paura di essere discriminati o semplicemente evitati.