Nel 2005 l’Italia si era impegnata, insieme agli altri paesi del G8,
a fare in modo che entro il 2010 venisse garantito l’accesso universale alle
cure per l’AIDS.
Ad oggi l’Italia, non ha ancora effettuato il versamento della quota 2009 al
Fondo Globale per la lotta all’AIDS nonostante la promessa fatta dal
Presidente del Consiglio durante il G8 de L’Aquila di saldare la rata di 130
milioni entro il mese di agosto e di aggiungere ulteriori 20 miloni di Euro
a sostegno delle necessità del Fondo.
Compila il ricettario di ActionAid e prescrivi al governo la cura più
efficace per far tornare alla mente gli impegni presi nella lotta contro
l’AIDS.
Ogni giorno nel nostro paese 11 persone vengono infettate dal virus dell’HIV. Dal 1982, anno in cui fu diagnosticato il primo caso in Italia – al 2005, i casi di infezione da HIV notificati nel nostro paese sono stati quasi 60.000, circa 4.000 nuovi casi ogni anno, mentre le persone decedute a causa della malattia sono state 34.757. In controtendenza rispetto a molti paesi del Sud del mondo, i maschi italiani (80%) risultano molto più esposti al rischio rispetto alle donne. Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria e Umbria detengono il poco incoraggiante primato delle regioni più colpite dal virus.
La malattia ha avuto un’espansione costante fino alla metà degli anni ‘90, mentre dal 1996 la trasmissione del virus ha subito un importante rallentamento. Anche i decessi hanno registrato un forte decremento a partire dalla seconda metà degli anni ’90, grazie all’introduzione delle terapie antiretrovirali. Ad oggi, in Italia, vivono 24.000 persone con AIDS.
Al di là del calo delle nuove infezioni e dei decessi, ci sono stati diversi cambiamenti nella diffusione del virus dell’HIV in Italia:
- cambiamento delle modalità di trasmissione: il contagio per scambio di siringhe infette fra tossicodipendenti ha lasciato il posto a quello per via sessuale, oggi molto più diffuso;
- innalzamento dell’età di infezione e di comparsa della malattia: sono gli effetti della terapia farmacologia che ritarda, anche di molto, la progressione dell’HIV;
- aumento degli stranieri sieropositivi o con AIDS: è cresciuta fortemente l’immigrazione di provenienza da Paesi ad alta diffusione del virus;
- migliore sopravvivenza dei sieropositivi e dei malati di AIDS: per effetto delle terapie antiretrovirali;
- scoperta tardiva del proprio stato di sieropositività: molte persone scoprono di aver contratto l’HIV quando compaiono i primi sintomi dell’AIDS.
Nonostante i passi avanti della medicina, da una ricerca dell’ANLAIDS (Associazione Nazionale per la Lotta contro l’AIDS) del 2007 risulta che 2 giovani su 5 credono che basti un bacio per trasmettere il virus. Il 18% ritiene che si possa guarire definitivamente dall’AIDS quando non esiste ancora una terapia risolutiva. Una persona su dieci ritiene che la pillola abbia gli stessi effetti del preservativo e ben 6 giovani su 10 dichiarano di essere confusi sui reali pericoli del sesso orale.