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IL GOVERNO ITALIANO HA UN VUOTO DI MEMORIA E DIMENTICA I SUOI IMPEGNI.

Nel 2005 l’Italia si era impegnata, insieme agli altri paesi del G8, a fare in modo che entro il 2010 venisse garantito l’accesso universale alle cure per l’AIDS.
Ad oggi l’Italia, non ha ancora effettuato il versamento della quota 2009 al Fondo Globale per la lotta all’AIDS nonostante la promessa fatta dal Presidente del Consiglio durante il G8 de L’Aquila di saldare la rata di 130 milioni entro il mese di agosto e di aggiungere ulteriori 20 miloni di Euro a sostegno delle necessità del Fondo.
Compila il ricettario di ActionAid e prescrivi al governo la cura più efficace per far tornare alla mente gli impegni presi nella lotta contro l’AIDS.

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La malattia

La malattia

AIDS è l’acronimo di Acquired Immune Deficiency Syndrome, in italiano sindrome da immunodeficienza acquisita ed è la malattia conclamata che si verifica quando il sistema immunitario di una persona è indebolito dall’infezione HIV.
L’HIV è il virus di immunodeficienza umana, che limita cioè la capacità del corpo di difendersi dalle malattie e dalle infezioni e che causa l’AIDS. Le persone sieropositive presentano tracce del virus nei liquidi corporali (in modo particolare nel sangue, nello sperma, nelle secrezioni vaginali, e nel latte materno). Una persona può essere infettata dall’HIV senza neanche saperlo. È credenza generale che la maggior parte delle persone infette dall’HIV svilupperanno l’AIDS. Tuttavia esse possono essere infette dall’HIV per molti anni (spesso più di 10 anni) prima di contrarre l’AIDS.

La sindrome non è curabile, nel senso che non è possibile debellare totalmente il virus dall’organismo umano. Le terapie sono in grado di ridurre la quantità di virus presente nel sangue consentendo la prosecuzione di una vita senza quelle malattie che normalmente si manifestano nelle persone non curate.

Origine dell’ HIV/AIDS
Si pensa che la sindrome abbia avuto origine nell’Africa sub-sahariana per mutazione di un virus animale (probabilmente della scimmia) che fu trasmesso alla popolazione umana. La data ufficiale che segna l’inizio della pandemia è il 5 giugno 1981, quando il centro per il monitoraggio e la prevenzione delle malattie degli Stati Uniti (CDC) identificò un’epidemia di pneumocistosi polmonare in cinque uomini gay di Los Angeles. Benché la sindrome fosse stata chiamata inizialmente GRID, o Gay-Related Immune Deficiency (ovvero immunodeficienza dei gay), le autorità sanitarie si accorsero ben presto che quasi metà della popolazione in cui era stata riscontrata non era omosessuale. Nel 1982 il CDC introdusse il termine AIDS per descrivere più correttamente la sindrome appena scoperta.
UNAIDS e WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità) stimano che fino ad oggi siano oltre 25 milioni le persone morte a causa del virus, il che fa dell’AIDS una delle epidemie più terribili della storia.

Modalità di trasmissione
Sono principalmente tre le vie di trasmissione del virus HIV:
· Rapporti sessuali: la maggior parte delle infezioni del virus dell’HIV avvengono attraverso rapporti sessuali non protetti.
· Sangue: questa via di trasmissione rappresenta un serio pericolo per chi fa uso di droghe per via endovenosa e per chi è oggetto di trasfusioni di sangue. La trasmissione per via ematica può avvenire anche tramite l’uso di attrezzature per tatuaggi o piercing.
· Madre-figlio: la trasmissione del virus da madre a figlio può accadere in utero, durante le ultime settimane di gestazione, e alla nascita. Anche l’allattamento al seno presenta un rischio di infezione per il bambino.

Prevenzione
Durante i rapporti sessuali il solo preservativo - maschile o femminile - può ridurre drasticamente le possibilità di contrarre l’HIV. E’ buona norma farne utilizzo specialmente nei rapporti occasionali, quando cioè non si hanno garanzie sullo stato di salute del partner.
Condividere o riutilizzare siringhe espone al rischio di infezione. Nei Paesi in cui sono stati introdotti il miglioramento delle tecniche di selezione dei donatori e il test agli anticorpi, il rischio di trasmettere l’infezione da HIV a coloro che ricevono trasfusioni di sangue è stato ridotto con ottimi risultati.
Vi è un 15-30% di rischio di trasmissione da mamma a bambino dell’HIV durante la gravidanza, travaglio e parto. Diversi sono i fattori che determinano il rischio di infezione, in particolar modo il carico virale della mamma al momento del parto (quanto più alto è il carico, cioè la quantità di virus nel sangue, tanto maggiore è il rischio). L’allattamento al seno aumenta il rischio di trasmissione. Le ricerche hanno dimostrato che i farmaci anti-retrovirali, il parto cesareo e l’allattamento con latte in polvere riducono il rischio di trasmissione del virus HIV da madre a figlio.

Profilassi post-esposizione

In caso di possibile esposizione al virus, subito dopo un evento a rischio è possibile sottoporsi a un particolare trattamento farmacologico noto come profilassi post-esposizione, in grado di ridurre notevolmente le probabilità di contagio, se applicato correttamente e nei tempi appropriati.

Sintomi
Le persone infette dall’HIV potrebbero non presentare nessun sintomo. Ci vogliono 10 anni o più tra l’infezione HIV e la diagnosi dell’AIDS. Ora, con i progressi nella terapia, questo ritardo di tempo può essere prolungato. Una volta che i sintomi iniziano a svilupparsi, essi possono includere:
· Un’inspiegabile perdita di peso che dura almeno un mese
· Diarrea per diverse settimane o di più
· Uno strato bianco sulla lingua
· Ghiandole allargate o infiammate nel collo, nelle ascelle e/o in altre parti del corpo
· Tosse che persiste per più di un mese
· Febbre persistente e/o sudore nella notte
· Infezioni vaginali persistenti
Poiché questi sintomi possono essere causati da altre malattie, un esame deve essere eseguito per confermare la presenza dell’HIV.

Cura
Attualmente, l’infezione da HIV viene trattata con la cosiddetta highly active antiretroviral therapy (HAART) nella quale si utilizzano opportune combinazioni di farmaci anti-retrovirali. La sua somministrazione, a partire dal 1995, ha consentito di ridurre la mortalità degli individui che sono stati infettati dal virus. Ma, al momento, non è possibile guarire definitivamente dall’HIV o dall’AIDS. In mancanza della HAART, il passaggio dall’infezione da HIV all’AIDS si verifica in un arco di tempo che va dai nove ai dieci anni e il tasso medio di sopravvivenza dopo che si sviluppa l’AIDS è di 9.2 mesi. La sopravvivenza media con terapia anti-retrovirale è di 4-5 anni dal momento della diagnosi. Senza il supporto terapeutico la morte sopravviene entro un anno circa.

Test HIV
Quasi la metà delle persone infette da HIV, non avendo sintomi, non sanno di aver contratto il virus finché non viene loro diagnosticato l’AIDS. I kit per il test dell’HIV sono usati per monitorare il sangue dei donatori e i derivati dal sangue, ma anche per diagnosticare, curare e sottoporre a controlli pazienti con HIV. I test dell’HIV rilevano la presenza di anticorpi HIV, di antigeni HIV o dell’RNA (acido ribonucleico, simile al DNA) dell’HIV nel siero, nel plasma, nei fluidi orali, su macchie di sangue essiccato o nell’urina dei pazienti.

Curiosità
° Il fiocco rosso è il simbolo universale della solidarietà verso le persone sieropositive e quelle che convivono con l’AIDS.
° L’HIV è stato trovato nella saliva, lacrime e urina di individui infetti, ma vista la bassa concentrazione del virus in questi liquidi biologici, il rischio di trasmissione è considerato trascurabile.


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